Le origini della Materologia
Materologia© è un termine coniato da Alessandro Langella nel 2003, composto da due radici: dal latino mater, madre e dal greco logos.
La parola “logos” è polisemica, ha molteplici significati, tra cui: parola, ragione, pensiero, legge, logica etc.
La materologia non è né una scienza, nè una religione, nè un movimento spirituale, o filosofico, ma è semplicemente una parola che racchiude i molteplici ed infiniti significati della vita.
Materologia è il linguaggio della Madre Terra, la parola della Madre Terra, la legge della Madre Natura, la logica della Materia (Mater): è la parola della madre al bambino, il pensiero della Madre/Mente.
Alessandro Langella sostiene che esistono delle sottili, ma visibili connessioni e analogie tra la mente umana e la Madre Terra: “come una donna partorisce un altro essere umano a lei simile, divenendo madre, così la mente partorisce pensieri, divenendo anch’essa Madre.
L’uomo però, ha dimenticato che tutto ciò che pensa non è mente, madre, ma è figlio, ecco perchè viviamo in un mondo immaturo, dove il pensiero, il figlio vuole sostituirsi alla Madre, alla Natura, alla Madre Terra.
Spesso si afferma che bisogna rimanere con i piedi in terra, ma di quale terra si parla? Dell’asfalto o del terreno? Di quale realtà si sta parlando?
In questo periodo di grande caos, si confonde spesso la realtà con la socialità.
La società in cui oggi viviamo non fa altro che appiattire la nostra realtà, utilizzando l’asfalto dei condizionamenti, e soffocando la nostra coscienza, la nostra Pianta coscienziale, bloccando così la nostra crescita.
Arrestando l’evoluzione individuale, non vi può essere uno sviluppo o un’evoluzione collettiva, sociale, spirituale, (chiamatela come volete) perchè siamo fili della stessa tela.
Una Pianta che invece è riuscita a spaccare il limite sociale dell’asfalto (dei condizionamenti sociali), può finalmente offrire, usando una metafora, i suoi frutti, le sue naturali azioni.
Facendo un’analogia: come un frutto senza l’uso di pesticidi e di altre sostanze dannose è più naturale e genuino, così l’uomo che si è liberato dai condizionamenti sociali, produce “frutti biologici”, azioni biologiche, azione non artefatte.
Immaginate una radice di una pianta coperta dall’asfalto: la pianta cerca di spaccare con tutte le sue forze il solido strato di catrame, per continuare a crescere ed elevarsi verso il Cielo. La sua vitalità interna viene repressa dall’asfalto, e le viene preclusa la possibilità di avere un contatto con la luce esteriormente, costringendola a vivere nel buio e nella repressione, analogamente questo accade anche a noi.
Viviamo in una società nella quale etichettiamo e dividiamo gli individui in spiritualisti e materialisti.
Utilizziamo questi due termini impropriamente, perchè il vero materialista non è colui che deturpa, e contamina la materia, la Mater, la Madre, ma è colui che la Ama, e il vero spiritualista non è colui che divide lo spirito dalla materia, esaltando l’una e mortificando l’altra, ma è colui che vive o tende ad un unificare il Tutto.
Se oggi il mondo è invivibile la responsabilità non è soltanto di coloro che sono stati definiti impropriamente materialisti, ma anche di coloro che vengono chiamati impropriamente spiritualisti, perchè mortificando e rigettando la materia l’hanno consegnata nella mani di coloro che la stanno deturpando.
La nostra Pianta coscienziale per poter avere la forza di creare un foro nell’asfalto sociale, che costituisce e manipola la nostra Mente/Madre, ha bisogno di conoscere e di assorbire tutte le sostanze vitali insite nella Materia, nella Magna Mater.
Abbiamo bisogno di ri-creare un contatto con il nostro “corpo vitale”, con il corpo della Mente/Madre.
Potenziando il nostro corpo vitale, attraverso il contatto diretto con la Materia, con la Mater, con la Nostra Vera Natura e le leggi che la regolano, ci sarà semplice successivamente fare un foro nell’asfalto sociale o mentale per avere infine un definitivo contatto con la Luce.
Nel vangelo è scritto: “solo colui che sarà come un bambino entrerà nel regno dei Cieli”, infatti, solo colui che coraggiosamente riconoscerà che dentro di sé c’è ancora un bambino, potrà incominciare realmente a crescere, e raggiungere il Cielo. Analogamente soltanto quando riconosceremo con coraggio che tutto ciò che abbiamo costruito sia nella nostra mente, che fuori di noi, in ciò che chiamiamo società, sono solo dei pensieri, dei figli, e non sono la Madre, la Mente, potremo incominciare a crescere realmente con Essa.





