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	<title>La Materologia</title>
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	<description>di Alessandro Langella</description>
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		<title>La fame del primo e del secondo mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Langella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uomo di oggi più che amare cerca di affascinare, e più che essere amato, cerca approvazione e riconoscimento; non riesce a vedere che nella sua ricerca di approvazione vi è un implicito giudizio verso se stesso, di non valere nulla, e nella sua volontà di affascinare gli altri vi è la sua implicita disonestà.
L&#8217;uomo diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo di oggi più che amare cerca di affascinare, e più che essere amato, cerca approvazione e riconoscimento; non riesce a vedere che nella sua ricerca di approvazione vi è un implicito giudizio verso se stesso, di non valere nulla, e nella sua volontà di affascinare gli altri vi è la sua implicita disonestà.<br />
L&#8217;uomo diventa disonesto perché sostanzialmente si sente povero, misero, e dove c&#8217;è miseria c&#8217;è fame, e dove c&#8217;è fame c&#8217;è guerra, conflitto.<br />
La sua fame non è la fame del terzo mondo, ma è la fame del primo e secondo mondo: la fame d&#8217;amore.<br />
L&#8217;uomo del primo e secondo mondo riesce a vivere fisicamente, il cibo non gli manca, ma lotta ancora per la sopravvivenza emotiva: ed è per questo che la maggior parte dei rapporti umani, soprattutto quelli di coppia, oggi finisco dopo un conflitto, dopo una &#8220;guerra&#8221; emotiva.<br />
Il conflitto emotivo non è altro che l&#8217;effetto della fame d&#8217;amore che rende l&#8217;uomo sottilmente e subdolamente meschino.<br />
Per ottenere una briciola di approvazione e di riconoscimento siamo capaci di dire e fare cose che soltanto un uomo che ha fame d&#8217;amore può dire e fare.<br />
Diciamo cattiverie e compiamo atti talmente così meschini che se solo avessimo il coraggio di riconoscerli, potremo vedere in faccia la nostra miseria emotiva; una miseria che non è paragonabile alla miseria fisica del terzo mondo, ma è il tipo peggiore di miseria: la miseria emotiva.<br />
Non riusciamo a vederla questa miseria, perché in realtà non la vogliamo vedere, ce ne vergogniamo profondamente, e pensiamo ingenuamente che la sola nostra volontà di non vederla la faccia sparire.<br />
L&#8217;uomo non è cosciente che si trova in un &#8220;letame psichico&#8221;, anche se ha la sensazione a volte molto forte a volte meno di essere in esso: questo lo mette continuamente in ansia e lo fa disperare.<br />
Si oppone a questo letame, mentre non riesce a capire che l&#8217;unica strada verso la salvezza è proprio quella del riconoscimento e dell&#8217;accettazione totale del proprio &#8220;letame psichico&#8221;.<br />
L&#8217;uomo d&#8217;oggi non riesce a comprendere che fino a quando avrà vergogna di questo &#8220;letame psichico&#8221;, di questa miseria in cui si trova, continuerà a starci dentro, anche per tutta la vita; tenterà di nascondere la sua vergogna con profumi e fiori artificiali, ma non servirà a nulla.<br />
Non riesce a comprendere che fino a quando non avrà il coraggio di attraversare quel letame, superando così la vergogna, non potrà utilizzarlo per fertilizzare la terra della propria Vita, rendendola più vitale, e più ricca.<br />
La unica e la sola strada è quella di accettare e riconoscere con coraggio di essere in un &#8220;letame psichico&#8221;, perché solo così l&#8217;uomo potrà avere il coraggio di staccarsi da esso e usare quel &#8220;letame&#8221; trasformandolo in un fertilizzante emotivo.<br />
Possiamo trasformare solo quello che vediamo, ciò che non vediamo, o ciò che non vogliamo vedere per vergogna non possiamo trasformarlo.<br />
Molti di voi non lo sanno, ma Thornton Wilder, un commediografo, mentre era a passeggio con Freud, un giorno, gli domandò: &#8220;Se le tue scoperte sono tanto importanti, com&#8217;è che nessuno le ha pensate prima di te?<br />
Freud rispose: &#8220;Io non le ho scoperte. I poeti hanno sempre saputo queste cose.&#8221;<br />
Freud amava molto le poesie del poeta libanese Gibran.<br />
Gran parte delle poesie sono ispirate alla Natura, alla Madre Terra: ed è per questo che è nata la materologia, per tornare alle origini di ciò che l&#8217;uomo chiama &#8220;psicologia&#8221;, per spogliarla di quella veste scientifica, e meccanicistica, e ritornare a rivederla nuda, senza quella foglia di fico che copre il nostro sesso, che Freud utilizzò come schermo per proiettare la sua scientificità, dando vita alla psicoanalisi, e alle scienze psicologiche.<br />
I tempi sono cambiati, e anche la psicologia dell&#8217;uomo sta cambiando, e ciò che l&#8217;uomo definisce &#8220;inconscio&#8221; non è più inconscio, ma gli è davanti agli occhi tutti i giorni, basta avere il coraggio di guardarlo.<br />
La psicologia e la psicanalisi moderna continua ad analizzare la foglia di fico che copre il sesso, perché ancora oggi da troppa importanza a ciò che ha definito &#8220;inconscio&#8221;, a ciò che non riesce a vedere, ma che in realtà non vuole vedere per vergogna.<br />
L&#8217;uomo moderno continua ad analizzare l&#8217;inconscio, la foglia di fico, perché il pensiero scientifico ha paura e vergogna di scoprire la sua vera natura, ecco perché la maggior parte delle scienze moderne, attraverso l&#8217;uso della tecnologia, sta inquinando e distruggendo la terra, la natura, invece di aiutarla a rigenerarsi.<br />
L&#8217;uomo la distrugge perché ha profondamente paura e vergogna del suo &#8220;sesso&#8221;, delle sue origini, della sua Natura sia interiore che esteriore.<br />
L&#8217;uomo non riesce a comprendere che invece di continuare ad analizzare la foglia di fico, dovrebbe semplicemente avere il coraggio di guardare il suo &#8220;sesso&#8221;, per comprendere infine le sue vere origini.</p>
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		<title>E&#8217; da quando ero bambino</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 13:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Langella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da quando ero piccolo che mi fermo ad ammirare incantato i meravigliosi paesaggi che la Natura ogni giorno ci offre: paesaggi che hanno riempito tante volte i miei occhi di stupore e il mio cuore d&#8217;Amore.
Paesaggi che hanno risvegliato in me il ricordo di quel bimbo silente che ero, e che tuttora sono: un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; da quando ero piccolo che mi fermo ad ammirare incantato i meravigliosi paesaggi che la Natura ogni giorno ci offre: paesaggi che hanno riempito tante volte i miei occhi di stupore e il mio cuore d&#8217;Amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Paesaggi che hanno risvegliato in me il ricordo di quel bimbo silente che ero, e che tuttora sono: un bimbo che allora, per difendersi dall&#8217;ostilità e dal giudizio dell&#8217;uomo si rendeva introverso, per trovare infine rifugio nell&#8217;eterno silenzio della Natura, nell’eterno abbraccio di nostra Madre Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">La Natura: un Essere che non mi ha mai giudicato, ma che mi parla da sempre attraverso il suo vivo silenzio, attraverso le sue infinite manifestazioni.<br />
Sì, silenzio, perché il suono che la Natura produce a confronto al freddo rumore della città è silenzio per me, è ispirato silenzio.<br />
Allontanandomi dal giudizio e dall’ostilità dell&#8217;uomo, ma che non è nella Natura dell&#8217;uomo, ed avvicinandomi alla silenziosa pace che la Natura mi ha sempre donato, sono ritornato al mio Silenzio. Attraverso di esso ho incominciato ad ascoltare e a comprendere il linguaggio della Natura, della Madre Terra.<br />
Tramite quell&#8217;ispirato silenzio le mie alate emozioni hanno ricominciato a volare libere nell&#8217;infinita nullità del Cielo, mentre l&#8217;invisibile, ma percepibile vento accarezzava la piuma della mia anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento in poi i miei occhi hanno incominciato a cogliere ogni verità celata all&#8217;occhio ostile e giudice.<br />
Vi siete mai domandati perché le nostre lacrime hanno lo stesso sapore del mare, il nostro respiro ha lo stesso suono del vento ed il nostro corpo produce lo stesso calore del sole?<br />
Perché siamo costituiti dalla stessa Sostanza, dagli stessi elementi della Natura, della Madre Terra, e viviamo grazie ad essi.</p>
<p style="text-align: justify;">Avendo perso il contatto con la Natura, abbiamo perso il contatto con noi stessi con la nostra Origine, con la nostra vera Natura.<br />
Perdendo il contatto con la Natura abbiamo separato il figlio, cioè noi, dalla madre, dalla Madre Terra, generando sofferenza sia in noi che in Lei, facendo ammalare sia noi che Lei. Abbiamo vissuto l&#8217;abbandono e ci siamo arresi ad esso.<br />
Io posso dire di aver ritrovato mia Madre, e da quando l’ho ritrovata, tante lacrime hanno lavato i miei occhi pulendoli da tutte quelle patine di menzogne che limitavano la mia vista.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho trascorso tutta la mia infanzia e adolescenza a “dialogare” con mia Madre. Quest’ultima è stata la mia vera, prima e ultima Maestra: mi ha insegnato a leggere e a comprendere il linguaggio della Vita.</p>
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